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Laghetto

Il laghetto, forse di origine glaciale ed alimentato dalla roggia, era situato su un terreno di proprietà dei Borromeo Arese fin dal Seicento, posto fra le attuali Via Piave e Via per Gattedo, ai piedi della collina del vecchio centro storico. Esso aveva una forma rettangolare, con un isolotto al centro.


A questo specchio d’acqua sono legati diversi ricordi di non pochi Carughesi, perchè fino agli anni Sessanta i ragazzini del paese si divertivano a pescare gobbi e carpe o a catturare girini vicino alla riva.
Il divertimento non veniva interrotto neppure dai richiami o dai rimproveri delle mamme, che andavano personalmente a riprendersi i figli, pronti però a ritornare di nascosto sul luogo del passatempo preferito, approfittando degli impegni dei genitori.
Talvolta la pesca avveniva con metodi non proprio ortodossi, utilizzando di nascosto una rete ad imbuto (baltravel), in cui venivano convogliati i pesci, in grande quantità, al momento della risalita delle acque dopo le piogge abbondanti. Non sempre però il sistema funzionava, perché si scopriva troppo tardi che la rete era rotta e quindi i pesci, trovando una via d’uscita, si disperdevano nel laghetto, lasciando a bocca asciutta gli “intraprendenti” pescatori.
D’estate poi i più temerari vi facevano il bagno, anche se era proibito per una questione di pudore.
Anche d’inverno il laghetto diventava un’occasione di svago, perché l’acqua ghiacciava per il clima di allora particolarmente rigido, divenendo così una pista ideale per il pattinaggio su ghiaccio (slitigöra), che non richiedeva mezzi particolari se non le calzature quotidiane ( zoccoli, pantofole, scarpe da lavoro).
Dagli anni Sessanta questo specchio d’acqua  non è più visibile, perché è stato interrato dalla ditta Tamburini, leader nel campo dei rivestimenti anticorrosivi ed antiabrasivi, che ha acquisito l’area.