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Artigianato-Industrie

Artigianato del mobile

Artigianato del mobile

In Brianza il passaggio dalla civiltà contadina a quella industriale avvenne gradualmente: anche a Carugo la crisi dell’agricoltura cominciò ad evidenziarsi agli inizi del Novecento, per approfondirsi tra le due guerre mondiali, parallelamente allo sviluppo dell’artigianato del mobile.
Molti edifici agricoli vennero adattati alle nuove esigenze produttive. La chiusura del portico o la trasformazione di alcuni vani di abitazione in laboratorio, la costruzione di nuove case con annessa bottega permisero l’avvio dell’attività manifatturiera della lavorazione del legno.

Già nel 1937 il comune di Carugo-Arosio poteva contare numerose imprese per l’arredamento d’interni, piccole e a conduzione familiare, alcune con più di cinque operai.
Nelle botteghe i ragazzi, durante le vacanze o terminata la scuola dell’obbligo, imparavano dagli anziani il mestiere di falegname, intagliatore, intarsiatore, tornitore, lucidatore, decoratore. Le cronache scolastiche dell’epoca riportano episodi di infortuni scolastici occorsi a qualche alunno, impegnato in attività lavorative nella bottega di parenti.